venerdì 8 febbraio 2013

Paradiso Amaro - Kaui Hart Hemmings

Non ci siamo mai comportati molto bene l'uno con l'altra, credo. È stato così fin dall'inizio. È come se la crisi del settimo anno ci avesse colpiti quando ci siamo conosciuti. Il giorno in cui è caduta in coma, l'ho sentita mentre diceva a Shelley, una sua amica, che sono inutile, che lascio i miei calzini appesi a tutte le maniglie di casa. Quando andiamo a un matrimonio roteiamo gli occhi davanti alle manifestazioni di amore fiorente che ci circonda, ai giuramenti che si trasformeranno in nuove forme di promesse: giuro di non baciarti quando stai cercando di leggere; ti tollererò in malattia e ti ignorerò in salute; prometto che ti lascerò guardare quello stupido show sulle celebrità, dal momento che la tua vita ti delude così tanto.

"I genitori non dovrebbero scendere a compromessi sulla propria personalità", mormora Scottie.
    L'aveva detto Joanie ad Alex che si lamentava del fatto che la madre si vestisse come una ragazzina. Joanie disse: "I genitori non devono scendere a compromessi sulla propria personalità". Alex le chiese se la sua personalità era quella di una prostituta e mia moglie rispose: "Perché no? Sì, è così".

Guardo mia moglie. "Ho bisogno di te", penso. "Ho bisogno che mi aiuti con le nostre figlie. Non so parale alla gente. Non so vivere come si deve".

Quando torno in stanza, Scottie è seduta sul letto della madre. Vederle così vicine quasi mi spaventa. Una polaroid di Joanie è posata sul letto. Joanie truccata. Il suo ventiquattresimo giorno. Non mi piace questa foto. Joanie sembra imbalsamata.
"Non mi piace", le dico, indicando la foto.
"Lo so", mi risponde. La piega e la accartoccia.
"Le hai parlato?", chiedo.
"Devo lavorarci su ancora un po'", dice Scottie. "Perché se la mamma pensa che la storia è divertente, che può succedere? E se le risate non riescono a uscirle dalla bocca e restano intrappolate nei polmoni o da qualche parte nel cervello? E se le risate la uccidono?"
"Non è così che funziona"; le dico, anche se non ho la più pallida idea di come funzionino queste cose.
"Voglio rendere la storia un po' più triste. Così sentirà il bisogno di tornare da noi".
"È già triste".
Mi guarda senza capire

Odio quando la gente ti dice che sei coraggioso quando in realtà non fai altro che cercare di sopravvivere.

Adesso il mio compito consiste nel radunare parenti e amici e dire loro che dobbiamo lasciarla andare. Lo farò di persona, perché non mi è piacito sentire le novità del dottore per telefono. Forse ho una settimana per organizzare tutto, come ha detto il dottore, ma i preparativi sono implacabili. Come si impara a gestire una famiglia? Come diore addio a una donna che amo così tanto da scordare quanto la amo?
"Perché lo chiamano cavalluccio di mare?", chiede Scottie. "Non è mica un cavallo".
"Fai domande intelligenti, Scottie. Stai diventando troppo sveglia per me".

È la prima volta che vedo Racer in pena per qualcosa, ed è come se non volessi intromettermi. Perdere la propria fidanzata è una gran brutta cosa. Non voglio aggiungere al suo dolore altro dolore. Penso ai suoi genitore che non approvano Noe, a me che non approvo Sid, al padre di Joanie che non approva me.
"La principessa Kekipi si è sposata contro il volere della sua famiglia, lo sai. Penso che è quello che facciamo tutti. Dovresti fare quello che ti senti di fare".

"Salve Mr King", dice K. "Lloyd non è in casa".
"È in ufficio a migliorare la società in cui viviamo?", chiedo.
"È a fare surf", risponde. "Un'onda lunga da sud".
"Ma non si è appena operato?"
"Sì. Ha anche conservato il femore. Vuole vederlo?"
"Ma non ha perso anche qualche dito del piede? Può lo stesso fare surf?"
"Mio padre è un tipo ostinato". Un lampo di orgoglio le attraversa il viso e poi si fa da parte per lasciarci entrare.
"Tuo padre è un grande", dice Sid. È esattamente come la penso anch'io. È un grande. Penso agli amici di Alex e ai loro genitori, tutta gente in gamba, al loro passato, agli obiettivi che si prefiggono, ai loro progetti che sono grandiosi e chiari. Mi chiedo se i nostri figli abbiano già deciso di tirarsi indietro. Non saranno mai senatori o proprietari di una squadra di football, non diventeranno mai il presidente della NBC della West Coast, il fondatore della Weight Watchers, l'inventore del carrello della spesa, un prigioniero di guerra, il fornitore numero uno al mondo di noci macadamia. No, si faranno di coca e di erba e si iscriveranno a corsi di scrittura creativa e rideranno di noi. Forse documenteranno quello che abbiamo fatto, ma non l'approveranno mai. Leggo negli occhi di queste due ragazze la pietà che provano nei nostri confronti, ma anche la volontà di superarci con le loro armi, armi che non hanno ancora scoperto. Io non ho mai trovato un modo di superare i miei genitori.

Una voce rabbiosa invade l'auto. Mi consola sapere che da qualche altra parte del mondo c'è gente arrabbiata. Non sono l'unico l'unico. Una brezza fresca entra nel mio finestrino portandosi dietro il profumo di sale e un leggero odore di noce di cocco. La stazione radiofonica censura una parola sì e una no del cantante, cosa che mi fa pensare ancora di più alle parolacce. "Cazzo", penso. Che parola meravigliosa. Se dovessi scegliere una sola parola da dire per il resto della mia vita, sceglierei questa.

"Se qualcuno avesse fatto il furbo con la mia tipa, avrei scatenato l'inferno", dice Sid.
"Falla finita, Sid", dice Alex. "Le ragazze non hanno bisogno di un cavaliere".
È come se al mio fianco ci fosse Joanie. È proprio una frase che lei direbbe. Vorrei chiedere a mia figlia: "Perché no? A me piacerebbe da morire avere un cavaliere. Che c'è di male nell'essere salvati?".

A dire il vero, alcuni tra gli uomini più potenti delle Hawaii sembrano fannulloni o stuntman. Penso all'evoluzione che ha avuto la nostra famiglia. I nostri antenati missionari arrivarono su queste isole e dissero agli hawaiani che non dovevano più girare nudi, dovevano lavorare sodo e dovevano smettere di ballare l'hula. Nel corso degli anni hanno fatto alcuni affari,  hanno comprato un'intera isola per diecimila dollari o hanno sposato una principessa ereditandone il patrimonio e così i loro discendenti possono permettersi di non lavorare. E indossano pantaloncini o bikini, giocano a beach volley e hanno ricominciato a ballare l'hula.

Quando mi rendevo conto che stavo facendo qualcosa di sbagliato , sapevo, come lo sa Alex, che per quanto ci provassi non sarei mai finito nei guai. Forse i ragazzi di famiglie ricche sanno di godere di questo privilegio, ed è per questo che aspirano alla distruzione in giovane età. Qualcuno, alla fine, verrà a salvarci. In un modo o in un altro riusciremo a cavarcela. Il nostro comportamento non ci farà finire sulla strada. Ricordo che gli scherzi che organizzavo con i miei amici si trasformavano velocemente in aneddoti da raccontare a cena. Dopo mi sentivo sempre un fallito, come se non fossi in grado a scendere a livello degli altri. Mi chiedo se Alex si senta come me: una perdente senza futuro.
"Sono orgoglioso di te", dico, perché i papà della televisione lo ammettono sempre dopo uno scambio di idee sincero.
Rotea gli occhi. "Non c'è molto di cui andare orgogliosi".
"E invece sì", insisto. "L'hai capito Ti abbiamo scaricata. Abbiamo pensato che a te ci pensassero quelli del collegio. E ora sei qui. Ad aiutarmi con Scottie. Mi dispiace, Alex. Mi dispiace davvero. Grazie per l'aiuto". È la nuova madre. Immagino di versarla in una tazza con dell'acqua calda. Mamma istantanea.

Mi giro di scatto verso le ragazze, come se temessi che qualcuno le abbia rapite. Quando vedo la mia cena sul tavolo quasi scoppio a piangere. Hanno ordinato anche per me. Hanno provato a indovinare cos'è che poteva piacermi. Si sono ricordati di me.

Perché è così difficile dichiarare il proprio amore mentre è così semplice esprimere ciò che non ci piace?

Le ragazze sembrano allarmate e offese. Funziona così con i ragazzi privilegiati -dimenticano che i propri insegnanti vengono pagati. Dimenticano che tutto ha un prezzo: partecipare a una recita, costruire un bong in un corso di soffiatura del vetro. Sono certo che i ragazzi poveri sanno esattamente il costo di ogni cosa. Anche la più piccola.