Cosa credevo di fare? E lei cosa
credeva di fare? Adesso, se mi viene voglia di baciare qualcuna in quel modo
lì, con la bocca, la lingua e tutto il resto, è perché voglio anche altre cose:
sesso, venerdì sera al cinema, compagnia e conversazione, fusione della rete
famigliare e amicale, che mi si porti lo sciroppo a letto quando sono malato,
un paio di cuffie nuove per ascoltare i miei dischi e i miei ed, e forse un
bambino che si chiamerà Jack e una bambina che si chiamerà Holly o Maisie,
non ho ancora deciso. Ma non volevo nessuna di queste cose da Alison Ashworth.
Non i bambini, perché eravamo noi i bambini, non i venerdì sera al cinema,
perché al cine ci andavamo il sabato mattina, non il Lempsis, perché a quello
ci pensava mamma, e men che meno il sesso, soprattutto non il sesso, per l'amor
di Dio non il sesso, l'invenzione più disgustosa e terrificante dei primi anni
settanta.
La gente si preoccupa perchè i ragazzini giocano
con le armi, perchè gli adolescenti guardano film violenti; c'è la paura che
nei giovani finisca per imporsi una specie di cultura della violenza.
Non so
mica perché volessi rompergli le uova nel paniere, a quei due e a tutti quelli
che si beavano a vederli uscire insieme. Hai presente quando vedi in un
negozio di vestiti tutte quelle belle magliette in pila, perfettamente piegate
e ordinate per colore, e ne compri una? Poi, quando arrivi a casa, mai che ti
sembri bella come prima. E capisci, ma è troppo tardi, che sembrava bella solo
lì, nel negozio, perchè stava in mezzo alle sue compagne.
Non so mica perché
volessi rompergli le uova nel paniere, a quei due e a tutti quelli che si
beavano a vederli uscire insieme. Hai presente quando vedi in un negozio
di vestiti tutte quelle belle magliette in pila, perfettamente piegate e
ordinate per colore, e ne compri una? Poi, quando arrivi a casa, mai che ti
sembri bella come prima. E capisci, ma è troppo tardi, che sembrava bella solo
lì, nel negozio, perchè stava in mezzo alle sue compagne.
Le cose,una volta
accadute, riesco sempre a vederle per quelle che sono - il passato lo
padroneggio niente male. È il presente che non capisco.
Ho fatto e detto queste
cose? Sì. Ci sono circostanze atenuanti? No davvero, a meno che qualsiasi
genere di circostanza (in altre parole, qualsiasi genre di contesto) possa
essere considerato un'attenuante. Ma prima di esprimere un giudizio, benché sia
probabile e abbiate già formulato uno, provate a scrivere le quattro cose
peggiori che avete fatto voi al vostro partner, anche se - specie se - il vostro
partner non ne sa niente. Non indorate la pilola, non cercate di spiegarle;
scrivetele punto e basta, stendete la classifica, con le parole più semplici
possibile. Fatto? Ok, allora adesso lo stronzo chi è?
È solo che nessuno di noi
ha avuto la vitalità o il talento di fare canzoni. Noi componiamo solo con la
vita, il che è molto più incasinante e costa molto più tempo, e non lascia
niente che la gente possa fischiettare.
Nessuno si preoccupa dei ragazzini che ascoltano
migliaia di canzoni - migliaia, letteralmente - che parlano di cuori spezzati,
e abbandoni e dolore e sofferenza e perdita. Le persone più infelici che
conosco, dico in senso amoroso, sono anche quelle pazze per la musica pop; e
non sono sicuro che la musica pop sia stata la causa della loro infelicità, ma
so per certo che sono persone che hanno ascoltato canzoni tristi più a lungo di
quanto non siano durate le loro tristi storie.
Ed
era triste, nel vero senso della parola. Un paio di anni prima era stata
scaricata da un equivalente maschile della mia Charlie, un certo Michael,
che voleva diventare qualcuno alla BBC. (Non ce l'ha mai fatta, lo
stronzo, e ogni giorno che passava e che non lo vedevamo in tivù e non lo
sentivamo alla radio,
dentro
di noi qualcosa gioiva.) Questo Michael era l'ultima pietra miliare di Sarah,
così come Charlie era la mia, e quando era finita, lei aveva giurato di
smetterla con gli uomini, per un po', proprio come io avevo giurato di
smetterla con le donne. Sembrava una buona cosa giurare insieme di smetterla,
unire il nostro odio per il sesso opposto, e contemporaneamente cominciare
ad andare a letto insieme. I nostri amici erano
tutti
accoppiati, le nostre carriere sembravano definite, avevamo paura di restare soli
per il resto della vita.
Soltanto
le persone di una certa indole hanno paura di restare sole per il resto della
vita a ventisei anni; noi avevamo quell'indole.
Conosco
i film di cui sta parlando, ma sono delle stupidate. Quegli uomini non
esistono. Dire « Ti amo » è facile come bere un bicchiere d'acqua, e quasi
tutti gli uomini che conosco non fanno che ripeterlo tutto il tempo. Io,
un paio di volte, mi sono comportato come se non fossi capace di dirlo,
anche se non so esattamente perché. Forse perché il momento acquistasse lo
stucchevole romanticismo dei film di Doris Day, e diventasse più memorabile di
quanto sarebbe stato altrimenti. Hai presente quando sei con qualcuna e fai per
dire qualcosa, e poi ti fermi, e lei dice: « Cosa? », e tu dici: « Niente,
niente », e lei dice: « Dai, dillo, ti prego », e tu: « No, è stupido », e lei
alla fine ti fa sputare il rospo, benché tu fin dall'inizio ne avessi tutta l'intenzione,
e crede che la dichiarazione valga di più visto che se l'è sudata. E forse
addirittura lei ha capito da subito che tu menavi il can per l'aia a bella
posta, ma cosa gliene importa? Sono come citazioni, sono le occasioni in cui
più ti avvicini a una vita da film, quei rari giorni in cui decidi che una ti
piace tanto da dirle che la ami, e non vuoi sciupare tutto con una macchia di
brutale, stupida sincerità.
Ecco,
più o meno, quello che mi è successo durante il funerale: per la prima volta ho
capito quanto ho paura della morte, mia o altrui, e come questo terrore mi
abbia impedito di fare un'infinità di cose, tipo smettere di fumare (perché se
prendi troppo sul serio la morte, o troppo poco, come ho fatto io fino a ora,
non vedi che senso abbia smettere), o pensare alla mia vita, e specialmente al
mio lavoro, con un'idea del futuro (idea spaventosa, perché il futuro termina
con la morte). Ma soprattutto questa paura mi ha impedito di legarmi mai
veramente a qualcuno, perché se ti attacchi a una relazione, e la tua vita
comincia a dipendere dalla vita della persona con cui stai, e poi quella
persona muore, come è destino di tutti, salvo casi eccezionali, per esempio se
si tratta dei personaggi di un romanzo di fantascienza..., beh, dico, allora ti
ritrovi in alto mare con una barca che fa acqua da tutte le parti, sbaglio? Va
ancora bene se sei tu a morire per primo, credo, benché dover morire a tutti i
costi prima di qualcun altro mi sembri una necessità poco entusiasmante: come
fai a sapere che lei sta per morire? Potrebbe restare sotto un bus domani, come
si suol dire, e allora questo cosa significa, che io devo buttarmi sotto
un bus oggi? E quando ho visto la faccia di Janet Lydon, lì al crematoio...
Come si fa ad essere così coraggiosi? Cosa farà, lei, adesso? Secondo me, è
molto più intelligente passare da una donna all'altra finché non sei troppo
vecchio per riuscirci, e allora a quel punto finisce che vivi da solo, e muori
da solo, e cosa c'è di tanto terribile in questo, se consideri l'alternativa?
Ricordo di aver passato alcune notti, con Laura, rannicchiato contro la sua
schiena, a letto, mentre lei dormiva, in preda a un immenso terrore senza nome,
se non che adesso un nome ce l'ha: Brian. Ah, ah. D'accordo, non ha un vero
nome, però capisco da cosa veniva, e capisco che è per questo che volevo andare
a letto con Rosie, la noiosa dall'orgasmo simultaneo, e quand'anche tale
spiegazione vi sembrasse insieme debole e comoda - oh, ma sicuro! Rob va a
letto con altre donne perché ha paura della morte! - beh, mi spiace tanto, ma
le cose stanno proprio così.
Quando
di notte mi rannicchiavo contro la schiena di Laura, avevo paura perché non
volevo perderla, e noi perdiamo sempre qualcuno, o qualcuno perde noi, alla fin
fine.